Cesare Prandelli: la verità, tutta la verità

Cesare Prandelli: la verità, tutta la verità

24 marzo 2014
“In questo momento provo una grande soddisfazione: sono orgoglioso del fatto che la Federcalcio mi abbia proposto un rinnovo biennale, a prescindere dal risultato del Mondiale: e per questo io ho dato piena disponibilità”

10 aprile
“Alla Confederations cup abbiamo vissuto in un clima ideale perché i giocatori erano sereni ed avevano i giusti stimoli. Sono convinto che la presenza dei bambini stempera qualsiasi tensione. Naturalmente le spese sono a carico dei giocatori. Se fosse successo all’Italia quello che è accaduto ad altre nazionali lo scorso anno, adesso non sarei ancora ct”

14 aprile
“Davanti si basa tutto sul recupero di Rossi. Aspettiamo, anche se i tempi sono molto stretti ma la considerazione e l’amore per questo ragazzo sono grandi”

15 aprile
“Il codice etico resta in vigore anche in questo ultimo mese di campionato. Chi sbaglia resta a casa perché vuol dire che non sa tenere la pressione. I giocatori della Nazionale devono avere grande forza interiore. Sono stanco e stufo di vedere questi atteggiamenti”

 

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9 maggio
“Sogno un’esperienza all’estero. E’ un sogno, sarebbe affascinante. I miei colleghi ne parlano entusiasti e con un sorriso che noi non abbiamo più”

14 maggio
“Ho visto e rivisto l’azione di Chiellini: per me non è un gesto violento”

16 maggio
“Ho convocato [Giuseppe Rossi] perché quattro mesi e mezzo fa, prima dell’infortunio, era capocannoniere della Serie A e lo è rimasto qualche settimana ancora dopo essersi fatto male, segno che stava compiendo qualcosa di straordinario. La sua chiamata è un messaggio per tutti: se uno vuole una cosa e lotta e fa fatica per quella cosa, merita una chance. Un po’ quello che fece Lippi con Totti nel 2006. Rossi è un campione anche di comportamento”

“Questa è stata una scelta tecnica e con tutto il rispetto, non ho lasciato a casa Cabrini o Paolo Maldini” [ma Criscito]

20 maggio
“Noi stiamo pensando di arrivare in finale. Partiamo con la consapevolezza che la nostra organizzazione di gioco e di lavoro sia fatta per arrivare in fondo a questo Campionato del Mondo”

“Mi scuso con Criscito, battuta infelice”

“Per quanto mi riguarda, quando due mesi fa ho dato la disponibilità l’argomento era chiuso: se non abbiamo ancora firmato è perché stanno preparando in maniera dettagliata il contratto. Si tratta di questioni legali, non ci sono problemi: l’ufficialità della volontà di iniziare una nuova avventura già c’è stata”

“Ho fatto un  sogno: c’erano tre o quattro squadre con tante espulsioni e l’unica squadra immacolata era la nostra. Andavamo avanti ed ero felice”

30 maggio 
“[Giuseppe Rossi] è un talento, un giocatore di qualità straordinaria. È uno dei calciatori più importanti nel panorama italiano, ha lavorato tantissimo per essere pronto e il suo carattere può essere un esempio per tutti. Ci auguriamo di vedere risposte sul campo in questi 10 giorni, ma lui ha già vinto”

31 maggio
“Quando si va a toccare la moralità, io non ci sto”

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3 giugno
“Parlando e cercando di far capire che il campionato ha dato dei verdetti, siccome non avrei voluto portare tre punte e stavamo decidendo anche su Rossi, ho chiesto a Destro la disponibilità a venire in Brasile a fare la riserva e mi ha detto ‘ci penso’. Il giorno dopo è arrivato il colloquio definitivo, ho voluto con me Pin, abbiamo comunicato a Mattia che per noi è un giocatore importante e lo sarà ancora ma che le scelte sono scelte e vanno accettate. Ho preferito una punta esterna come Insigne, gli ho chiesto se avesse nulla da dire e lui non ha detto niente. A quel punto gli ho chiesto la mail per dargli il programma perché fino al 12 giugno resta a disposizione della Nazionale. Non voglio dare giudizi ma era giusto chiarire la posizione”

“Con Rossi mi sono incontrato prima di ufficializzare la lista dei 30. L’intenzione era di non inserirlo, aveva giocato poco, i tempi di recupero non erano stati rispettati, aveva giocato pochi minuti nella finale di Coppa Italia. Ho capito però che la sua storia poteva essere un messaggio per tutti. Giuseppe mi ha detto ”ti sorprenderò”, io gli ho ripetuto per due volte che non sarebbe stato nei 23 ma che la sua poteva essere una bella storia da raccontare. Forse ho sbagliato, non ho avuto il coraggio in quel momento di tagliarlo ma ho accettato questa sfida, bella” 

6 giugno
“Ognuno di noi non deve pensare di essere un protagonista ma l’interprete di qualcosa che ci farà essere una squadra. Balotelli non pensi di risolvere da solo i problemi della Nazionale: deve fare il suo. E se lo fa con intensità, è tanta roba” 

“Entusiasmo ed esuberanza: è quello che chiediamo. Sono ragazzi interessanti, anche un po’ incoscienti: il calcio deve dare anche questo tipo di sensazioni, non restare chiuso, preordinato. Servono la fantasia e l’ottimismo del ragazzo che corre”

“Siamo appena arrivati, il campo di allenamento è ottimo, la struttura anche, ci sono tutte le condizioni ideali per lavorare” 

9 giugno
“Qualunque scelta farò sarà condivisa da parte di tutti”.

[su Immobile e Balotelli insieme in campo] “Tutto è possibile ma tendenzialmente schierare due punte centrali con dei giocatori di qualità in mezzo al campo diventa una scelta forzata”

15 giugno
“È stata una partita epica, che ricorderemo per tutta la vita. La squadra è stata meravigliosa perché ha saputo soffrire. E credo che poche squadre abbiano la nostra qualità in mezzo al campo. L’Inghilterra è una delle squadre più forti del Mondiale, con un grande attacco: forse siamo arrivati fisicamente un po’ meglio di loro”

19 giugno
“I lavori sono terminati, lo stadio è molto bello”.

“Siamo abituati ad avere un pensiero per volta. La nostra concentrazione è tutta su domani, poi faremo programmi e mi auguro siano programmi belli”

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20 giugno
“Abbiamo dato il massimo, il Costa Rica è stato bravo a chiudere ogni passaggio. Ora nessuna paura, dobbiamo solo recuperare le energie”

“Il Mondiale è così, difficile e impegnativo, ma non voglio sentire ora discorsi negativi. Andavamo molto lenti, il passaggio quindi veniva intercettato, abbiamo avuto due occasioni con Balotelli e se segnavamo la partita magari andava diversamente”

23 giugno
“Non ho mai detto che Immobile e Balotelli non possono giocare insieme”

“Al momento dei sorteggi avremmo firmato tutti a giocare per la qualificazione all’ultima partita. Siamo in gara, competitivi, dobbiamo fare solo dei pensieri molto positivi”

“I dati ci danno risultati molto buoni. L’Uruguay ha fatto la stessa nostra partita contro il Costarica come intensità e corsa e come noi ha perso. Noi abbiamo recuperato le energie fisiche e sono convinto che anche a livello nervoso siamo pronti”

24 giugno
“Ho parlato con Abete dopo la partita, giusto prendersi le responsabilità del progetto tecnico: ho deciso di rassegnare le dimissioni irrevocabili”

“La moviola? A questi livelli sono convinto che dovremmo usare più mezzi possibili per non sbagliare. Ci sono troppi interessi. Il calcio è meraviglioso quando due squadre sono giudicate in maniera equa, oggi un’espulsione ingiusta ha condizionato tutto” 

“Il Mondiale l’abbiamo perso col Costa Rica. A certi livelli diventa importante non solo la tecnica, ma anche la fisicità. E il nostro calcio non produce giocatori veloci e devi inventarti qualcosa di diverso. La riflessione sul calcio italiano è ampia. Il progetto tecnico ha funzionato con l’Inghilterra ma non con le altre squadre”

8 luglio
“Io non sono scappato, nessuno di noi è scappato…  Mi sono chiuso nel silenzio perché era la cosa più logica. Ho avuto a che fare con minacce e giudizi cui ho preferito non rispondere. Chi dice certe cose evidentemente è una persona cattiva dentro”

“Giuseppe Rossi? Preferirei non parlarne. Le sue parole mi fanno ancora male. Lui sapeva benissimo, fin dal primo giorno, che non avrebbe fatto parte dei 23. Per me lui è stato una grande delusione”

“Fino a dieci giorni fa ero ad un Mondiale, non ho mai pensato di poter programmare un mio futuro. Dopo il Mondiale ho ricevuto una telefonata, ho detto che non ero pronto mentalmente per pensare a una squadra, poi ho incontrato il presidente ed ho capito che vuole raggiungere un risultato sportivo e forse ho bisogno di questo, voglio mettermi in gioco, penso di avere fatto la scelta giusta perché l’obiettivo è vincere”

“Venire al Galatasaray è stata una scelta sportiva su un progetto vincente. Abbiamo un futuro davanti, un progetto che deve arrivare ad un obiettivo, creare una squadra vincente, che offra un calcio non solo bello ma vincente. Ho visto il centro sportivo ieri, c’è un’ottima organizzazione, persone competenti, preparate, ci sono i presupposti per lavorare davvero bene”

27 novembre
“Al mio arrivo il presidente del Galatasaray mi ha parlato di rinforzi del calibro di Pato, Ibarbo, Doria, Balanta, Marcelo e Douglas, abbiamo cominciato a trattare giocatori come Campbell e Song. Volevo almeno due di questi rinforzi, ma venti giorni dopo la mia firma mi hanno detto che non c’erano i soldi per queste operazioni di mercato. Inizialmente il presidente ha anche criticato le nostre prestazioni, dopo si è dimesso senza dare alcuna spiegazione”

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