Perdere peso con la dieta di Messi

Perdere peso con la dieta di Messi
19 Dicembre 2016 Michele Manzolini

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Quando si tratta di mangiare in modo corretto e fare esercizio fisico, non c’è un “io inizierò domani”. Domani è la malattia. Sostiene il Dottor Poser che la radice di ogni salute è nel cervello. Il suo tronco è nell’emozione, i rami e le foglie sono il corpo. Il fiore della salute fiorisce quando tutte le parti lavorano insieme, esattamente come in uno sport di squadra. Bisogna avere la massima cura per il proprio corpo, dato che è l’unico posto in cui ciascuno di noi dovrà davvero vivere. 

“Mi capita spesso e non so perché. Succede prima delle partite, durante gli allenamenti, quando sono a casa. Non so bene cosa sia, ma mi capita e poi passa”. Prima contro l’Iran, poi in finale mondiale contro la Germania, sconfitto ma con l’inutile premio di miglior giocatore del torneo, il campione Lionel Messi vomitava in mondovisione. L’ennesimo spasmo, defilato a bordocampo, davanti ad avversari perplessi e compagni preoccupati, un conato di vomito, un altro. La rabbia crescente e il vomito, il solito vomito di Messi. E non solo copiose e maleodoranti vomitate in campo. Mesi di stanchezza, mancanza di concentrazione, dolori del corpo e della psiche, rigurgiti acidi. Fino a che qualcosa non si è aperto nella sua mente, proprio come si apre un chakra nella medicina ayurvedica o come si raggiungono altri livelli di coscienza che superano le strutture ordinarie della psiche grazie all’LSD. L’illuminazione sotto forma di un sms del compagno di nazionale Martin Demichelis. Sullo schermo, un numero di telefono italiano con il prefisso della provincia di Pordenone e quattro parole: llama al Doctor Poser.

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“È un luminare, uno che ha delle intuizioni che altri non hanno. È il migliore in Europa. Non posso dire che sia il miglior dottore del mondo, ma solo perché il mondo è troppo vasto. Ma in Europa, posso assicurare che non ce ne sono come lui. È avanti anni luce rispetto alla medicina di oggi. Riesce a capire delle cose che altri non capiscono, vede al di là, ha delle intuizioni… come dire… a livello metabolico e di prevenzione infortuni, incredibili.” Non è difficile immaginare gli occhi lucidi di Fabio Rossitto mentre pronuncia queste parole ai giornalisti de Il Friuli. La campionessa di beach volley Laura Cavalluzzi ha chiesto consiglio al Dottor Poser per guarire da un problema alla spalla che poteva compromettere la sua attività sportiva. Il responso del medico: via un dente e il dolore passa. “Detto, fatto. il dolore mi è scomparso completamente nel giro di un anno”. Tutti vogliono essere curati dal Dottor Poser. E i risultati sembra depongano tutti a suo favore. I benefici? Nella maggior parte dei casi evidenti e duraturi. Il Dottor Poser ha un carisma magnetico che lascia una traccia profonda nei suoi pazienti. Mario Cipollini, Gianni Bugno, Dino Baggio, Daniel Fonseca, Oliver Bierhoff, Marcio Amoroso, Thomas Helveg, Marco Bertotto e il Pampa Sosa per anni hanno atteso nell’angusta sala d’aspetto della clinica friulana. Da lui le liste d’attesa per una visita o un semplice consulto sono chilometriche. Impossibile chiedere favori. Impossibile contattarlo direttamente al telefono. Riceve solo a Sacile, in Viale Trieste 10.

Era il 7 aprile del 2015. Alla gastronomia De Nardi la cassiera Giovanna non poteva crederci, oltretutto in televisione sembrava più alto. Patate al forno da asporto e tre Coca-Cola light. Per lui, per il padre e per il fratello. Per le vie dell’assonnato ed elegante comune friulano la voce si è sparsa velocemente: a vent’anni di distanza da quando Javier Zanetti, accompagnato da sua madre, si mise in coda negli uffici anagrafe del paese per indagare sulle origini italiane dei suoi avi, un altro campione argentino si aggira per Sacile. Qualche curioso lo ha fermato per strada per una stretta di mano, per una foto o per una richiesta strampalata: “Vieni a giocare all’Udinese, così vinciamo lo scudetto”. Il campione Lionel Messi non si è sbottonato, ha sorriso ai selfie e ha dato le patate arrosto al padre per firmare alcuni autografi, prima di avviarsi verso il ristorante. All’enoteca Porca l’Oca, in via Luigi Nono, li aspettava infatti il loro ospite. La folla accalcata all’esterno del locale riservato esclusivamente per gli illustri ospiti non ha potuto fare altro che aspettare e sbirciare le ombre dai vetri.  È stata intravista una bottiglia di Ruinart fatta subito mandare via ma nessuno è riuscito ad intuire cosa stesse mangiando il campione. Seduto nella penombra, a capo tavola, il Dottor Poser dava indicazioni precise e rigorose ai camerieri.

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Prossimo al traguardo dei sessant’anni, il Dottor Poser è un uomo calvo e magro ma non nervoso, con un naso aquilino che ricorda un becco, una smorfia intorno alle labbra che è uno strano sorriso appena accennato e un paio di occhiali di marca dietro i quali si nasconde lo sguardo olimpico di un medico specializzato in medicina dello sport che da oltre vent’anni lavora a stretto contatto con sportivi di ogni disciplina. Dallo sci di fondo al ciclismo, dal beach volley al calcio. Dall’Udinese di Zaccheroni alla consulenza negli staff di Venezia e Palermo, alla corte del friulanissimo Maurizio Zamparini. “Il Dottor Poser non l’ho scoperto io” ha confidato Francesco Guidolin che con il luminare ha lavorato per anni, “È un professionista preparato e competente. Parte dai muscoli e dal cibo per arrivare al cervello e all’anima”. Il Dottor Poser si concede raramente ai giornalisti che vogliono strappargli i suoi segreti, custodendo fermamente la consegna del silenzio. “Devo pensare ai miei pazienti e non alle chiacchiere. Quindi, per favore, non fatemi perdere tempo”, si schermisce il dottore.

“La mia scienza si chiama chinesiologia applicata e comporta uno studio della forza dei muscoli dell’atleta. Da risultati mostrati da questo studio determino il trattamento specifico per ogni persona. Il concetto del mio metodo è semplice ma rivoluzionario: troviamo le cause e cerchiamo di curare il problema. Il corpo umano possiede numerosi meccanismi di auto-cura. Durante ogni visita associo le diagnosi mediche tradizionali con esami della postura e i risultati della visita chinesiologica. Solo così si trovano le cause di un malessere. Ma attenzione, la base per ogni cura è sempre e solo la buona alimentazione. La maggior parte dei calciatori mangia cose che fanno male, pizze, dolci, fritture o fast food. I giocatori sono vittime ignare delle conseguenze di una cattiva nutrizione. Tutto il tempo speso a migliorare la propria tecnica individuale e la propria resistenza fisica è vano se non è accompagnato da una dieta mirata.

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Non ci sono cibi esotici tra quelli che consiglio di mangiare. Esistono una serie di cinque alimenti a cui do la definizione di supercarburante: una buona acqua minerale, olio buono, cereali integrali, frutta fresca e verdure biologiche, che non siano contaminate da pesticidi, erbicidi e altre schifezze, che fanno un grande danno per il corpo. Sono anche molto buoni noci e semi, combustibili essenziali. Da evitare lo zucchero, è la cosa peggiore per i muscoli. Più lontano è lo zucchero dalla vita del calciatore, meglio è. Eliminare l’assunzione di cibi contenenti conservanti, glutammato sodico, aspartame, grassi saturi, grassi vegetali idrogenati e altri veleni. E naturalmente alcool e tabacco.

Il sale va bene, anche se usato moderatamente, perché i muscoli e il corpo in generale ne hanno bisogno. La carne va assunta nella giusta misura, ovvero molto meno di quello che di solito mangiano argentini e uruguaiani. Oltre al buon cibo, la cosa importante è sempre trovare la causa primaria del disturbo. Se al paziente fa male una certa zona del corpo, prima di dare un farmaco per placare il dolore, bisogna scoprire qual è la causa più profonda del suo male. Il mio metodo comprende dunque esercizi di postura, terapie emozionali con l’aiuto di psicoterapeuti professionisti e fiori di Bach. In particolare i giovani atleti tendono a sottovalutare i piccoli problemi muscolo-scheletrici, il dolore cronico articolare, gli spasmi muscolari persistenti o ricorrenti, i dolori spinali e le tendiniti, continuando a giocare. Ma prima o poi la verità viene sempre fuori.

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Molti in un primo momento fanno fatica a capire, si sentono persi. La mente umana è come un paracadute, funziona solo quando è aperta. Si tratta solo di aprire loro un po’ la testa, proprio come il paracadute. Ora tutto il mondo ha visto e vede Messi quotidianamente, e da allora nessuno può più mettere in dubbio il mio metodo. Leo ha avuto l’intuizione e l’umiltà di provare a fare qualcosa di diverso nella sua vita professionale. È un ragazzo semplice, straordinario. Basta pensare che alla sua età ha vinto tutto ma vuole continuare a eccellere ancora per tanti anni. Ha capito che per farlo doveva cambiare qualcosa. Mi ha chiamato, si è messo in discussione e ha agito. Ci troviamo di fronte a una persona intelligente, intuitiva, un campione di serietà, molto legato ai valori della sua terra, del suo popolo e della sua famiglia”.

E così Messi non vomita più in campo. Inoltre, da quel 7 aprile, è diventato un frequentatore abituale di Sacile. Grazie a lui sempre più calciatori si sono rivolti alle cure del medico friulano. L’attaccante argentino del Siviglia Vietto è stato visto alla gastronomia De Nardi. Difficile che la cassiera Giovanna l’abbia però riconosciuto. Si vocifera che anche Higuaín abbia chiesto qualche consiglio al luminare, anche se il Dottor Poser si è premurato di smentire categoricamente. Il mese scorso l’enoteca Porca l’Oca ha accolto anche Paulo Dybala. “Ci fa sempre piacere quando i calciatori vengono a trovarci” raccontano Diana e Aldo Furlan, i due proprietari “da quando è venuto Messi qui ormai è un via vai, anche di curiosi. Ma lui è venuto altre volte senza però mai dare troppo nell’occhio. Ci conosciamo da tempo ormai” spiega Diana “e ogni volta che arriva in città viene a trovarci, così gli riserviamo il locale: sappiamo che quando viene preferisce un po’ di tranquillità. Ma niente Lubianske o spaghettate, non prepariamo mai un menù particolare, chi lo sente poi il Dottore!” ride Diana “Lui preferisce seguire la sua dieta con tante verdure bio, cereali e niente vino.  La sua compagnia è sempre molto piacevole, si chiacchiera, si scherza molto volentieri e prima di andare via ci lascia sempre una dedica che appendiamo al nostro lampadario. Ne abbiamo tante, anche di altri personaggi famosi della TV che sono venuti da noi. Ma lui è il nostro cliente d’oro.”

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Ed ecco finalmente la dieta che il Dottor Poser ha studiato per Lionel Messi. 1.69 metri di altezza per 67 kg di peso, Messi segue una regime molto rigido che bilancia le energie fisiche attorno al tempo speso sul campo.

10 giorni prima della partita:

Messi abbatte l’assunzione di carboidrati per poi aumentarne il consumo man mano che la partita si avvicina. In questo modo il suo corpo massimizza la disponibilità di zuccheri nel sangue, ne limita la quantità all’interno dei muscoli dando al corpo una forma asciutta e sana. In questi giorni riso integrale e fagioli sono i pilastri dei suoi pasti. La dieta include beveroni di proteine tre volte al dì, oltre a 7-8 bicchieri di acqua per evitare la disidratazione. Messi dorme almeno otto ore a notte.

5 giorni prima della partita:

La dieta è adesso accompagnata da una zuppa di verdure prima di ogni pasto. La zuppa deve contenere una grande quantità di curcuma, peperoncino, coriandolo e zenzero che aiuta il corpo a diluire il sangue. Più il sangue è liquido e più il flusso nelle vene facilita il trasporto rapido dell’ossigeno. Messi dorme almeno nove ore a notte.

Il giorno prima della partita:

In vista dell’impegno del giorno seguente Messi assume a rotazione pesce, gamberi e pollo accompagnati da patate bollite, verdure verdi e frutta, tanta frutta. Tale dieta irrobustisce i muscoli e ripara i tessuti corporei prima dello sforzo fisico. Messi dorme almeno dieci ore.

6 ore prima della partita:

Messi dorme tutto il giorno prima della partita. È meglio investire il proprio tempo nel sonno invece di stare sveglio e mangiare. E anche se non dovesse dormire, Messi non assume nessun prodotto farinaceo o carboidrati che possano rallentare il metabolismo e dare ulteriore sonnolenza. In alternativa, Messi opta per una tazza di porridge con albume d’uovo per un corretto bilanciamento di proteine e carboidrati.

90 minuti prima della partita:

Messi preferisce mangiare frutta di stagione 70-90 minuti prima di ogni partita. Mango, mele e banane contengono la giusta quantità di fibra e hanno un contenuto di zuccheri limitato. Soprattutto le banane.

Dopo la partita:

Dopo ogni partita Messi mangia sempre un piatto di spaghetti all’olio col tonno. Messi ne è ghiotto.

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