Freddy Adu – cartoline dall’inferno

Freddy Adu – cartoline dall’inferno
12 Febbraio 2016 Federico Ferrone

Washington, 2004
Ciao, BroFro, come vanno le cose a casa? Ti stai allenando bene? Mi raccomando esercitati col sinistro che è fondamentale. Io di questi tempi sto giocando alla grande. Sono completamente rilassato, vado a tutta velocità. Non m’interessa quello che dicono gli altri, ascolto solo la mia voce interiore. Come mi ha detto Pelé quando abbiamo girato quello spot: “Ascolta ragazzo, Dio ti ha dato il dono di giocare a calcio, capisci? Solo tu puoi metterlo a frutto”. Ha ragione, non m’importa quello che dicono. Qualsiasi cosa sto facendo devo solo continuare a farla, perché non ho mai giocato così bene. Sto giocando alla grande. Quando sono in campo mi sento in un altro mondo. Mi diverto da pazzi, non potrei chiedere una vita migliore. Mi sono comprato il proiettore e adesso quando vengono i ragazzi facciamo dei mega-tornei di Fifa a 120 pollici. Fanno tutti a gara per prendere il mio D.C. United. Io invece di solito mi vendo a una grossa squadra, tipo il Chelsea, poi compro Ronaldinho e Ronaldo e insieme non ci può fermare nessuno. Certo è strano vedere quel tizio con la mia faccia nel gioco. A volte mi fa un po’ paura. È una di quelle cose strane a pensarci, ma è fico. Mi piace quando dribblo tutti e segno partendo da metà campo. Se solo fosse così facile nella realtà.

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Salt Lake City 2007
Ehi Fro, è un po’ che non ti scrivo. Come stai? In questi giorni non ho molto tempo per scrivere, e nemmeno per leggere. Soprattutto non ho tempo per leggere gli articoli su di me. Prima lo facevo, ero giovane, credevo a quello che scrivevano. Ma si vive per imparare, no? Voglio davvero andare in Europa alla fine di questa stagione. Il mio obiettivo è sempre stato giocare quattro stagioni in Major league e poi andare in Europa. Non capisco tutti questi articoli che dicono che il Manchester United mi ha scartato. Non hanno capito niente. Volevano solo che mi allenassi con loro per due settimane. Non sono ancora maggiorenne, è troppo complicato con quelle regole e tutto il resto. Sapevo fin dall’inizio di che si trattava. La gente si scorda che ho ancora 17 anni. La gente mi critica e dice che non sono questo e non sono quello. Tutti quegli articoli, lunghissimi, non si capisce niente. Non va bene! Io sto ancora imparando. Sono sulla strada giusta, sono in perfetto orario con la tabella di marcia che ho stabilito per me stesso e continuo a fare progressi. Saluta mamma.

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Lisbona 2007
Sai Fro, di un sacco di gente dicevano che sarebbe diventata famosa e poi è scomparsa. Io ho promesso a me stesso che non sarei stato uno di loro. Certo, la pressione è forte. Quando giochi per il Benfica è quasi come essere una stella del cinema. I tifosi sono incredibili. L’altra sera un tassista ha promesso di portarmi a una festa nel quartiere di Oriente. Siamo rimasti in macchina per un’ora a vagare per strade deserte e a un certo punto ho avuto paura che avesse brutte intenzioni. Ho alzato la voce e gli ho chiesto di portarmi subito nel mio residence. Ho cercato di nascondere la paura e ha funzionato, perché lui mi ha portato a casa senza dire niente. Sono fiero di me. Ho mangiato il maiale con le vongole, è una cosa disgustosa. Come vanno i tuoi allenamenti? Fa freddo? Non dimenticarti di allenare il sinistro. 

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Montecarlo 2008
Devo essere sincero, Fro, andare al Benfica non è stata una buona scelta per me. A 18 anni avevo troppa pressione addosso per vincere subito, e poi loro hanno cambiato tre allenatori in un anno. Il mio sogno è sempre stato giocare in uno dei grandi club europei, uno dei migliori cinque. Anche il Tottenham sarebbe un sogno, perché tifavo per loro da bambino. Il mio obiettivo è la Premier league, secondo me è il miglior campionato del mondo. Un giornalista francese ieri mi ha detto che vuole scrivere un lungo articolo sulla mia vita. Gli ho risposto che sono ancora all’inizio, è meglio che torni tra qualche anno così potrà scrivere un libro intero. Ti confesso che è una cosa che ho copiato da un libro, ma credo che lui non se ne sia accorto. Domani farò un servizio fotografico al casinò. Mi hanno detto che devo assolutamente sfoggiare un bel sorriso. Non sarà un problema per me, lo sai. Scrivimi presto, ti piacerebbe se ti spedissi una fiche del casino di Montecarlo?

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Belém 2009
Caro fratello, ho deciso di venire al Belenenses perché avevo bisogno di una squadra che mi desse la possibilità di giocare con continuità per avere le migliori chance di essere convocato in nazionale per i mondiali dell’anno prossimo. Posso farcela se gioco bene e regolarmente. Lo stile di gioco portoghese è adatto a me perché è molto tecnico e non è troppo fisico. Non ho problemi con il portoghese. Mamma è quasi sempre qui con me, lei sa sempre indirizzarmi nella giusta direzione. Su Twitter sono in contatto con Jozy, DaMarcus e Stuart e ho già migliaia di follower. Ogni volta che arrivo in una squadra tutti si aspettano che sia una superstar, ma sono molto giovane e sto ancora imparando. Penso che sia quello che capita quando ti fai un nome quando sei ancora giovane. Tutto quello che sto facendo lo faccio per arrivare in Premier league. Se dipendesse da me starei già giocando in Inghilterra, ma ci sono i permessi di lavoro e tutto il resto. Mamma mi ha detto una volta che abbiamo uno zio in Inghilterra, ma non mi ha spiegato bene questa storia. Tu ne sai niente? Ho di nuovo mangiato quel maiale con le vongole, poi sono stato male tutta la notte.

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Salonicco 2010
Come vanno gli allenamenti Fro? Qui è pieno di cani randagi. Li vedo dalla finestra dell’albergo. Li vedo dietro la rete del campo quando mi alleno. Branchi di cani randagi che mangiano nella spazzatura. A volte si mettono anche a seguirti. Sicuramente hanno la rabbia o chissà cosa. I tifosi sono fuori di testa, l’altro giorno hanno lanciato qualcosa sul tetto della panchina e ci siamo ritrovati coperti di schegge di vetro. Siamo scappati di corsa sotto il tunnel. Sai che ti dico? Ho ancora un sacco di tempo. Ho solo vent’anni. Certa gente si fa prendere dal panico quando le cose non vanno nel verso giusto. Ma io no. Devo ancora fare molta strada ma ho preso la direzione giusta. Finalmente sono sulla strada giusta. Guardo i video di quando giocavo nella nazionale under 20 e mi dico ‘Cavolo, ma com’è possibile che sto in panchina qui?’. Mi ci è voluto un po’ a capirlo. Credevo che bastasse fare due giochetti in allenamento e poi andarmene a casa, ma mi sbagliavo. Ora lavoro duro. È come se mi avessero lanciato un salvagente. Voglio diventare uno dei migliori giocatori del mondo. Questa città è molto triste, ma non importa. Sono qui per giocare a calcio e far vedere a tutti quello che valgo. 

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Rize 2011
Fro, forse solo tu puoi capirmi. Io ho bisogno di giocare a pallone, non m’interessa nient’altro. Mi dico “Freddy, devi darti una mossa. Devi davvero darti una mossa. Hai troppo talento per lasciarti cadere così in basso e restare in questa situazione”. È stata la scelta più difficile della mia vita. Ho deciso di venire qua perché l’unica cosa che m’importava era giocare e lasciar perdere tutto e tutti e concentrarmi solo sul calcio. Ne avevo bisogno. Niente più distrazioni, devo concentrarmi, devo rimettermi in piedi. C’è voluta molta maturità, molte palle. Sapevo che mi avrebbero preso in giro e tutto quanto, ma dovevo farlo. Sto pensando a lungo termine, fratello. Sono un po’ triste, ma non durerà. Domani andrà tutto bene. Mandami qualche foto, mi piace vedervi tutti assieme. 

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Philadelphia 2011
Devo ammetterlo, fratello, il nostro obiettivo era arrivare alle olimpiadi di Londra e non ce l’abbiamo fatta. Ma alla fine dei conti non puoi tornare indietro e cambiare le cose. Devi solo andare avanti, devi imparare la lezione. Stare seduto in panchina e guardare quel pallone entrare è stata la sensazione più brutta della mia vita. Ma quella sensazione che ho provato non voglio dimenticarla. Voglio tenerla sempre a mente perché non voglio mai più sentirmi in quel modo, per il resto della mia vita. Sono forte perché sono stato debole. Sono impavido perché ho avuto paura. Sono saggio perché sono stato sciocco. Quando sono andato in Europa pensavo che partire mi avrebbe liberato dalla pressione di essere il Pelé americano. E quando sono arrivato là ho trovato ancora più pressione. È bello essere tornato a casa, avere intorno facce conosciute e avere la possibilità di giocare una settimana sì e una no. Sono molto felice di essere qui. Con tutti gli alti e bassi, ho ancora 22 anni. Clint Dempsey ha cominciato a giocare tra i professionisti a 21 anni, e guarda dov’è adesso. Ho 22 anni e ho imparato molte cose. Se tutto va bene ho ancora 13, 14 o anche 15 anni di carriera davanti. Sono fortunato, perché potrei essermi ritrovato in questa situazione a 28 o 29 anni. Penso che niente succede per caso e tutte le cose che sono successe a me, buone o cattive, sono contento che siano successe. Mi hanno reso pronto per la vita. Credo fermamente che arriverò dove voglio arrivare da ora in avanti. Sono stato solo sfortunato. Sono stato molto sfortunato. Credo di aver già visto quasi tutto quello che c’è in TV. Mi puoi consigliare qualche serie? Ti va se un giorno passiamo una giornata insieme al centro commerciale? Non dire a mamma che te l’ho detto, in questo momento preferisco stare soltanto noi due. 

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Bahia 2013
Come va fratello mio? Io sono molto felice. Sento nei tifosi una passione impossibile da ignorare. Joel parla bene inglese, la comunicazione sarà tranquilla. Ho 23 anni e spero di correggere gli errori del passato. Il cibo brasiliano è fantastico ma sembra che ci siano cento gradi. Non è che puoi consigliarmi un deodorante antitraspirante che sia davvero antitraspirante? Mi pare di averli provati tutti. Alla fine dei conti devi assumerti le tue responsabilità. Devi metterti nella miglior condizione per riuscire, in campo e fuori, e in quel periodo non stavo facendo bene né in campo né fuori. Eu vou continuar lutando para minha oportunidade. A proposito, sai dove posso trovare i sottotitoli per i film in portoghese che si comprano su Apple TV? Alcuni ce li hanno e altri no. Ti abbraccio forte.

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Jagodina 2014
Fro ti giuro che non ho parlato con nessun club della North american soccer league. Non so chi ha messo in giro queste voci ma non ho nessuna intenzione di andare nella serie B americana. Nella vita essere messi alla prova è inevitabile, essere sconfitti no. Non ho sempre fatto la scelta giusta per quanto riguarda le squadre in cui sono andato in passato. Per questo quando ho sentito di questa opportunità sono venuto a dare un’occhiata, per vedere se può andare per me. Mai mettere un punto dove Dio ha messo una virgola. Vado avanti per la mia strada, non mi arrendo. Non credo di aver capito bene come stanno le cose qui, ma non importa. L’importante è il campo. Però la gente mi guarda in un modo che mi fa paura…

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Kuopio 2015
Sai Fro, non capisco perché continuano a dire che sono stato mandato via dal Jagodina. Avevo firmato un contratto di sei mesi e adesso è finito. Sapevo da mesi che me ne sarei andato. E non riesco ancora a credere che qualcuno abbia davvero pensato che mi fossi messo a lavorare come PR in un night club. Ero l’ospite della serata. Certi giornalisti si comportano come troll per avere un po’ di visibilità. Ho degli ottimi ricordi della Finlandia dal mondiale under 17, è lì che è cominciato tutto per me. L’obiettivo è tornare a giocare con il sorriso e divertirmi come facevo un tempo. Mi mancava il campo. E non ho nessun problema a giocare con le riserve per recuperare la forma. Non bisogna cercare scuse per non farcela, ma concentrarsi su tutte le ragioni per cui devi farcela.  Come ha detto Winston Churchill, “La vittoria non è definitiva, la sconfitta non è fatale: è il coraggio di andare avanti che conta”.

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St. Petersburg, FL 2015
Ciao Fro, stai continuando ad allenarti bene? Io ho deciso di far valere l’opzione del mio contratto che mi permette di lasciare il Kuopion Palloseura per perseguire altre opportunità. Oggi il campionato americano è uno dei più rispettati al mondo. La North american soccer league è mille volte meglio di come la conoscevo. Avevo bisogno di cambiare tutto e ricominciare da capo, cambiare abitudini e mettercela tutta per essere un calciatore professionista, ed è proprio quello che sto facendo adesso. Le persone non decidono il proprio futuro. Decidono le loro abitudini e le loro abitudini decidono il loro futuro. Tutto quello che ho passato, tutto quello che ha danneggiato la mia carriera, penso che sia colpa mia, perché non mi sono impegnato abbastanza. Potrei dire ‘Oh, ho avuto tutto troppo presto’ o cose del genere. Ma alla fine dei conti dobbiamo tutti crescere a un certo punto. Come ha detto Martin Luther King, “L’oscurità non può cacciare l’oscurità: solo la luce può farlo. L’odio non può cacciare l’odio: solo l’amore può farlo”. 

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