La sorbetteria di Ranieri

La sorbetteria di Ranieri

“Noi siamo un seminterrato e le altre squadre sono ville con piscina. Non è facile ma vogliamo vedercela con tutti”. The Independent

All’inizio della stagione Ranieri ha preso l’abitudine di andare a stringere la mano a tutti i giornalisti prima di ogni conferenza stampa, una mossa disarmante nei confronti di una categoria di persone sempre pronte a prenderti a calci nelle costole quando le cose vanno male. Sembra esattamente il tipo di persona a cui vorresti chiedere di annaffiarti le piante e dare da mangiare al gatto mentre sei in vacanza. Football365

Ranieri dice che fa sempre quello che dice sua moglie Rosanna e che è lei la vera artefice del successo del Leicester. “Quello che faccio la domenica dipende dal capo – il mio vero capo”, ha dichiarato. “A volte magari andiamo al ristorante, altre volte guardiamo la partita. Le piace il calcio di tanto in tanto. È una strana vita quella dell’allenatore, ma lei è una persona solida. Ma perché t’interessa tanto mia moglie?”. Daily Star

Il destino sta chiamando Ranieri e non poteva scegliere un tipo più a posto. E tutto ciò dopo il suo spettacolare fallimento sulla panchina della Grecia. Prima del match di qualificazione agli europei contro l’Irlanda del nord gli chiesi se non aveva paura di fare la fine del ct dell’Ungheria Attila Pinter, esonerato dopo essere stato sconfitto in casa dai nordirlandesi. Ranieri si lasciò sfuggire un’espressione colorita e si mise a ridacchiare. Mi guardò ammiccando e disse: “Lei è proprio un uomo pericoloso!”. Belfast Telegraph

L’allenatore italiano aveva gli occhi lucidi dopo che una doppietta di Jamie Vardy nel secondo tempo gli ha permesso di vincere in casa del Sunderland e di tenere il Tottenham a sette punti di distanza. Ma figuratevi, non era per la gioia o il sollievo, né per l’onore di aver conquistato un posto in Champions league. Come ha rivelato nel dopo partita, era stata una cosa che aveva visto quando il pullman del Leicester era arrivato allo stadio a commuoverlo profondamente. “È fantastico quando vedi un sacco di vecchie signore con indosso le magliette del Leicester davanti allo stadio prima della partita”, ha dichiarato. “Mi sono detto: incredibile, sono venute da Leicester per sostenerci. È commovente, è fantastico, è il calcio. Faccio questo lavoro per le emozioni che sento dentro di me”. The Herald

Ranieri-2

“Ehi!”, ha detto l’italiano in conferenza stampa. “Siamo in Champions League”. “Dilly-ding, dilly-dong”, ha aggiunto. “Oh, è fantastico. Fantastico. Straordinario”. “Dilly ding, dilly dong”. Chissà che diavolo significa, ma sicuramente resterà tra le frasi celebri di questa stagione. Daily Mirror

Ha descritto il rapido attaccante Jamie Vardy “un cavallo fantastico”. Cosa significa? Nessuno lo sa. C’è anche una certa sbadatezza in lui, come ha dimostrato quando è andato alla festa per il trentesimo compleanno del difensore Christian Fuchs il giorno prima, vagando per il ristorante e chiedendosi dove si erano nascosti tutti. New Statesman

“Non vedevo l’ora che me lo chiedessi”, dice Fuchs scoppiando a ridere. “Jon Sanders, il responsabile dei contatti con i giocatori, aveva chiesto a Claudio di passare alla festa per un’oretta, ma lui probabilmente non aveva neanche letto l’invito ed era andato direttamente là. Poi ha chiamato Jon e gli ha detto ‘cavolo, Sando, dov’è la festa? Non c’è nessuno qui!’. Il giorno dopo alla festa l’ho messo in mezzo raccontando la storia a tutti, e lui ha detto che Jon Sanders è stato trasferito alla primavera. Così alla fine è venuto due volte al mio compleanno. Non riesco a immaginare un onore più grande”.

“Per essere un italiano è simpatico”, dice Fuchs. “Ogni giorno arriva al campo e mi chiede: ‘Ah, sei qui?’. Non so bene perché lo faccia ma credo che sia una specie di scherzo. A un certo punto ho capito che era divertente. Più lo senti, più diventa uno scherzo. Ogni volta penso: ‘Ecco, lo sta per fare di nuovo’. E lui: ‘Ah, sei qui. Dov’eri ieri?’. E io: ‘Sono sempre qui! Sono pronto! Sono nato pronto, mister!”. The Guardian

L’allenatore dei Foxes viene da Roma, la Città eterna dove non mancano certo le vestigia di marmo di grandi momenti della storia. Ma il 64enne Ranieri non vuole una statua finché è vivo. “Un giorno, quando dirò addio a questa terra, ma non adesso. In Italia diciamo che se ti fanno un monumento è perché sei morto. Quindi per favore aspettate ancora un po’”. Daily Star